Andare dall’altra parte del mondo per assegnare il titolo mondiale a dieci surfisti, senza pubblico e con onde tutt’altro che memorabili. Si è chiusa così l’ultima edizione delle finals WSL, un esperimento che nella sua breve storia ha avuto almeno un merito: essere stato cancellato per sempre.

L’ultima finals alle Fiji
Alle Fiji hanno trionfato Yago Dora e Molly Picklum, entrambi già leader del ranking con la maglia gialla sulle spalle. La loro vittoria conferma quanto poco il format delle finals WSL abbia realmente inciso sul verdetto: chi arrivava da numero uno, quasi sempre, vinceva anche il titolo.
L’unica eccezione, storicamente, è stata quella di Carissa Moore, battuta in due occasioni. Per il resto, il format non ha mai offerto colpi di scena significativi, rendendo evidente la sua scarsa utilità competitiva.


Nella finale femminile Caroline Marks ha provato a ribaltare l’equilibrio vincendo la prima heat e portando la sfida a una seconda manche decisiva. Ma Picklum ha imposto la propria costanza e ha chiuso la stagione in bellezza. Stesso copione per Dora contro Griffin Colapinto: una vittoria nella prima ha reso matematico il titolo, riducendo ulteriormente il senso di spettacolarità dell’evento. Così prevedeva il nuovo regolamento per queste ultime WSL finals.
Un controsenso senza pubblico
Se negli anni passati Trestles era stato scelto come sede per la sua accessibilità e la possibilità di garantire affluenza, questa volta la WSL ha optato per un’operazione differente. I finanziamenti del governo delle Fiji hanno orientato la scelta, sacrificando però uno degli elementi centrali di qualsiasi sport: il pubblico.


Le finals WSL 2025 passeranno quindi alla storia anche per questo singolare primato: una finale mondiale senza spettatori. Solo qualche barca privata al largo, amici e familiari dei surfisti e una manciata di fan disposti a pagare 10.000 dollari (più volo escluso) per assistere all’evento da una barca ufficiale della lega. Una chiusura emblematica di un format che, negli ultimi anni, aveva raccolto più critiche che consensi.
Il futuro del Championship Tour

Adesso si apre una lunga pausa di quasi sette mesi prima che il Championship Tour riparta dall’Australia, tornando così al calendario tradizionale pre-Covid.
L’Europa vedrà ridotto ulteriormente il proprio peso, con un solo evento a Peniche che non avrà valore di classifica e sarà riservato a un gruppo ristretto di dieci atleti.
Con la cancellazione del mid-season cut e delle finals WSL, il circuito riscoprirà la sua identità originaria. Qui puoi trovare tutte le novità del nuovo tour. La corsa al titolo tornerà infatti a concludersi dove questo sport ha scritto le sue pagine più leggendarie: a Banzai Pipeline, sulle onde che da sempre incoronano i veri campioni.











